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llamaLo scorso aprile, ci riunimmo a Madrid un gruppo di laiche e di religiose per conoscere più a fondo la struttura e i contenuti e i contenuti del Piano di Formazione “Conservare la fiamma, condividere il dono”.

Si trattava di interiorizzare questo piano per poterlo animare nelle province di Europa e Africa. Il gruppo era formato da una albanese, due francesi, una italiana, una catalana, una paraguayana e una congolese.

Esther Lucia Awad e Arantza Zabaleta, membri del Progetto Bordeaux, fecero la presentazione con tanto entusiasmo, passione e profondità che tutte restammo motivate e animate a fare l’esperienza e a trasmettere il vissuto nei luoghi di appartenenza.

Apprezzammo l’integralità e la coerenza di questo Piano di Formazione che ha presente tutte le dimensioni della persona: umana, spirituale e apostolica, invitandola a entrare in una vera avventura spirituale.

Inoltre l’esperienza di quei giorni ci ha donato una buona convivenza “comunitaria”, permettendoci di stringere legami come gruppo. 

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Conservare la fiamma… condividere il dono: una chiamata e un invio

 

Vedere che si realizza  un sogno condiviso, riempie il cuore di entusiasmo e di speranza, perché ci permette di partecipare alla costruzione di un pezzo della nostra storia come Compagnia di Maria.

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Iniziare il Piano di Formazione “Conservare la fiamma, condividere il dono” nella Provincia del

Messico è stato un evento significativo per i 37 educatori  -25 laici e  12 religiose-  riuniti a Villa Lestonnac, nella città di Guadalajara, Jalisco, con l’obiettivo di cominciare questa esperienza.

 

Cristina Sanz, Superiora Provinciale, nelle parole iniziali, sottolineò, fra l’altro,  la ricchezza di poterci formare insieme, e la responsabilità di conservare la fiamma per, con riconoscenza, estenderla e contribuire a che il progetto di Giovanna de Lestonnac resti vivo oggi e il nostro mondo possa  diventare un poco più umano, più giusto e solidale.

Dopo una presentazione dettagliata dei diversi aspetti di questo Piano, ha invitato i partecipanti a riflettere  personalmente: “Perché inizio questa formazione?” “Cosa spero di ottenere dall’esperienza?”

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Riuniti poi in tre gruppi, formati dalle persone che appartengono alle zone geografiche che si sono organizzate per portare avanti il processo, ogni partecipante ha potuto comunicare la sua riflessione ed esperienza.

Notammo, nella condivisione, la coincidenza e l’unità dei contributi che, al comunicarli, diventano patrimonio di tutti.

Coincidevano e si intrecciavano anche le attese: “Impregnarci del Progetto, crescere come persone e partendo dal proprio ruolo contagiare altri;  aprire il cuore all’esperienza di Dio, incontrarci e vibrare con altri”; “dare senso alla nostra vita, riconoscere il nostri doni e darli; approfondire il Progetto di Giovanna de Lestonnac”… E molti altri desideri che, fra tutti,  bisognerà realizzare nei prossimi tre anni.

 Si è affermato un grande apprezzamento di questo Piano come “un’occasione di crescita personale e di ricerca di interiorità, di essere una persona integrata e integra per comunicare quello che si è ricevuto ed essere migliore”; “una chiamata a contribuire alla costruzione del regno e a trasmetterlo agli altri” “opportunità di sentire la passione di incontrarsi con Dio, di avvicinarci alle persone, nell’educazione, per il bene della nostra società”.“ spazio per continuare a interiorizzare e a fare proprio il carisma e il Progetto educativo della Compagnia di Maria…”

L’avvio di questa formazione coincide con un momento importante nel camino dei collegi della Provincia: l’inizio dell’ Equipe di Gestione Educativa che, fra altri obiettivi, si propone di dinamizzare la vita di ogni scuola rafforzandolo nella propria identità Compagnia di Maria.

Al termine del’incontro, insieme alla cartella dei primi materiali, ci portiamo la certezza entusiasta di avere iniziato un cammino che, percorso un passo alla volta, ci aiuterà a “Conservare la fiamma e condividere il dono”.

Guadalajara, Messico

27 aprile 2013

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PIANO DI FORMAZIONE. Ordine della Compagnia di Maria Nostra Signora

Dopo vari anni di lavoro, il progetto Bordeaux ha messo a disposizione delle Province un PIANO DI FORMAZIONE UNIVERSALE. Questo Piano vuole rispondere alla richiesta del XVI Capitolo Generale 2009: “Strutturare un piano di formazione e di approfondimento per laici e religiose nell’identità, nella spiritualità e nel progetto educativo della Compagnia di Maria, che ci aiuti a vivere il Carisma, a potenziare la comunione, il senso di appartenenza e la missione condivisa”.Mantener la llama

Il Piano si sostiene su tre assi in relazione fra loro: integrazione personale, esperienza di Dio e impegno con la trasformazione della storia. Tutto caratterizzato da un modo particolare di concepire la persona, l’esperienza del vangelo e l’impegno apostolico: lo stile di Giovanna de Lestonnac, la spiritualità e la pedagogia della Compagnia di Maria.

Libros  i contenuti sono divisi in tre nuclei: ESSERE PERSONE, ESSERE CON ALTRI, ESSERE CON ALTRI E PER ALTRI. Ogni nucleo contiene diversi temi, accompagnati da una guida per la riflessione, l’assimilazione e l’appropriazione.

I materiali proposti sono pensati per un lavoro di tre anni, un nucleo l’anno. Si suggerisce una metodologia di lavoro che enfatizzi la riflessione personale che include, in alcuni casi, spazi per l’incontro e la condivisione. Tenendo presente l’universalità che ci costituisce, il desiderio è che questo materiale comune possa essere adattato alla realtà di ogni contesto e alle caratteristiche e alle necessità di diversi destinatari.

 

 

 

Celebrare il Quarto Centenario della Festa della Presentazione di Maria è un avvenimento significativo per tutti noi che facciamo parte della Compagnia.

Fare memoria di questa tradizione tanto radicata nella nostra storia ci riconduce a Maria Nostra Signora, Santa Giovanna de Lestonnac volle a lei “consacrare le alunne e metterle sotto la sua protezione con la promessa di imitarla nello stato a cui Dio le chiamasse”. Maria diventa dunque esempio e riferimento, la compagna che, accanto a noi, ci insegna come essere e stare nella vita.

 

Se ci interroghiamo sugli insegnamenti di Maria, sulla sua fede inattaccabile che rende possibile a Dio di nascere dal suo seno, dobbiamo ricordare la sua vita a Nazaret, la sua casa, lì la troviamo senza piedistalli, ci parla di vita semplice, accettazione e consegna, cura e aiuto reciproco. La vediamo come una buona cittadina e una credente ebrea che testimonia la sua fede e la celebra attraverso le sue tradizioni.

Nel Magnificat ci si rivela come una donna che sa guardare la vita con occhi aperti e celebrare con giubilo la grandezza di Dio e la sua azione a favore dei più deboli. Il suo canto ci rivela la sua lucidità, il suo impegno e la sua speranza.

Se seguiamo il suo percorso, troviamo quella Maria che seppe fare la lettura degli avvenimenti, passarli per il cuore e scoprire in essi i segni del volere di Dio per la sua vita. Il suo ascolto della realtà, di ogni persona, della Parola e della sua interiorità, le permette di accogliere dentro di sé il mistero.

Alle nozze di Cana impariamo con lei  a godere della festa, dei buon momenti che la vita ci offre e, in essi, a stare attenti alle necessità degli altri. Si preoccupa che tutto riesca bene e sa farlo senza protagonismo, dal secondo piano.

 

 

 

 

Possiamo immaginarla che accompagna il Figlio, da vicino o da lontano, senza comprendere a volte i suoi passi, ma sempre fiduciosa… Come prima discepola di Gesù ci mostra il cammino di sequela.

Ai piedi della croce, carica di dolore e di forza, ratifica il suo sì totale, il suo impegno fino alla fine e apre la porta al futuro della Chiesa.

Lei, la donna generosa fino all’estremo, ci invita a una vita di coerenza e di integrità. Portare come “sigillo” Maria è ratificare che la vita ha senso nell’apertura all’altro, la gratuità, il perdono, la ricerca della giustizia… e l’impegno nella costruzione di un futuro migliore per tutti.

Celebrare oggi la Presentazione è aggiungerci a tutte le persone che, per quattrocento anni, hanno vissuto questa festa come segno di identità. E’ affermare, ancora una volta, l’impegno di seguire Gesù, come Maria; rinnovare la nostra fede e contare sulla sua compagnia per continuare a tendere la mano.

 

Celebrare oggi la Presentazione è riconoscere Maria come garante dell’impegno educativo che Giovanna de Lestonnac volle offrire per il bene della società e che oggi continua nella missione che la Compagnia porta avanti nei diversi paesi.

 

 

 

 

 

 

Circolare di Beatriz Acosta Mesa alla Compagnia di Maria

Dipinti di Arcabas

 

 

 

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Oggi condividiamo L’ESPERIENZA DI LOGROÑO, LA RIOJA, SPAGNA.

Ogni anno nell’Istituto della Compagnia di Maria, “La Enseñanza”, di Logroño ci prepariamo per celebrare il giorno della Presentazione di Maria. Quest’anno, accogliendo la proposta del Progetto Bordeaux, professori e alunni, abbiamo voluto RENDERE GRAZIE per tutto quello che abbiamo e riceviamo nella nostra vita.

Il nostro motto era: “Se sottrai ti distacchi”. Maria visse la sua vita dal distacco; la sua “sottrazione”, la sua donazione, fu per accogliere la Parola di Dio e rendere possibile la vita. Santa Giovanna ce la presentò come modello perché voleva che imparassimo da lei. Ci avviciniamo a Maria per mezzo del testo del Vangelo Lc 1, 26-45 che ci ha aiutato a ringraziare per i doni che Dio ci ha dato, a condividerli e ad essere buona notizia per gli altri.

Per questo, ogni classe aveva dei fogli colorati nei quali appariva la parola grazie in distinte lingue. In questi fogli abbiamo potuto plasmare la nostra Azione di grazie che abbiamo offerto nell’Eucarestia.

 

 

Prima dell’Eucarestia, tutti, professori e alunni uscimmo in processione intorno al nostro Istituto. Potemmo condividere questa gioia con genitori, nonni ed ex alunni che si avvicinarono a prendere parte con noi alla celebrazione.

Questo giorno della festa della Bambina Maria ci serve anche per introdurre il nostro progetto di solidarietà. Attraverso la Fondazione Internazionale della Solidarietà Compagnia di Maria (FISC), quest’anno vogliamo collaborare con “La reintegrazione sociale di bambine e donne vittime della guerra e della violenza sessuale” della città di Bukavu (Africa). Lungo l’anno scolastico e con diverse attività vogliamo apportare il nostro granello di sabbia. In questa festa gli alunni del 4° ESO preparano i loro “Stuzzichini solidari”.

Dopo la processione e la celebrazione dell’Eucarestia, abbiamo continuato la festa con diverse attività sportive e ludiche programmate in funzione delle età degli alunni, come cioccolata, teatro, giochi diversi…

Il sentimento di fondo che resta nella comunità educativa è di AZIONE DI GRAZIE per tutto quanto vissuto.

 

 

 

 

PER APPROFONDIRE IL TEMA

Questa celebrazione ci aiuta a pensare all’importanza di riconoscere i doni ricevuti perché questo ci porti alla responsabilità di condividere con altre persone:

  • Siamo coscienti dei doni cha abbiamo come persone e come cose, e della responsabilità di condividerli e metterli al servizio degli altri?
  • Ci aiuta la celebrazione di questa festa a diventare coscienti della necessità di essere persone solidarie?  In quali fatti concreti si constata?
  • Condividiamo esperienze di solidarietà che realizzeremo intorno a noi.

 

Condividiamo esperienze 9

OGGI CONDIVIDIAMO L’ESPERIENZA RICEVUTA DALLA CITTA’ DI AGUASCALIENTES, MÉXICO

L’istituto Guadalupe Victoria, sempre celebra il giorno della Bambina Maria coinvolgendo tutta la comunità educativa nelle diverse attività che si programmano.

Quest’anno, nelle diverse sezioni, la preparazione per la festa ebbe inizio il primo di novembre.

La Bambina Maria fu ricevuta in ciascuno dei gruppi di tutto l’Istituto con un altare preparato dagli stessi alunni con la finalità di pregare e sentirla vicina come amica e compagna di cammino.

La statua della Bambina Maria visitò le famiglie della scuola con l’invito a pregare e a renderle un piccolo omaggio nella casa.

Si scrissero frasi e disegni relativi al festeggiamento della Bambina Maria, pannelli, vignette… utilizzando diversi materiali e tecniche.

I giovani elaborarono presentazioni audiovisive mettendo in evidenza i valori che la Bambina Maria c’ispira e che possono dare senso alla nostra vita.

Nell’atto pubblico generale, attraverso una rappresentazione scenica si presentò la storia di questa celebrazione dalle sue origini.

Gli alunni dell’ultimo anno dell’Istituto Magistrale, come futuri educatori, proposero un dibattito sui valori che come Istituto della Compagnia di Maria, e per mezzo di Maria come modello, desideriamo vivere per poter essere agenti di cambiamento nella nostra società.

Ciascuno dei gruppi, nella cappella della scuola, presentò in modo personale alla Bambina Maria le proprie speranze, gioie e necessità, quello che nella nostra tradizione messicana chiamiamo il “segretino” che si confida in questa celebrazione.

Si organizzò, come è tradizione, il sorteggio per vedere che alunno o alunna avrebbe fatto l’incoronazione della Vergine con tutta l’emozione che questo porta con sé.

Motivati da questa preparazione, il giorno 20 novembre, vi fu la festa. Iniziò con una processione alla quale prese parte tutta la comunità educativa: alunni, maestri e genitori.

Nell’Eucarestia vi fu la presentazione alla Vergine degli alunni e alunne della scuola dell’Infanzia. Al termine vi fu l’incoronazione della Bambina Maria e, di seguito, tutti abbiamo goduto di un ricco rinfresco e si realizzarono diverse attività: giochi, gare su piste con temi relativi alla Vergine, spazi di ricerca di talenti di giovani in onore della Bambina Maria, ecc.

Alla fine si distribuì con affetto un piccolo regalino.

Ancora una volta questa celebrazione ci aiuta a ricreare la presenza di Maria nella nostra vita ed anche ad unirci alla Compagnia Universale che in luoghi tanto diversi e in forme differenti celebra questa festa così radicata in una tradizione che ci identifica.

Comunità  educativa dell’Istituto Guadalupe Victoria.

Compagnia di Maria. Aguascalientes. México.

PER APPROFONDIRE IL TEMA

La città di Aguascalientes è situata geograficamente nel centro della repubblica messicana. Si caratterizza per le sue belle opere di artigianato in tela e ricami e per essere una regione di gente accogliente. E’ calda, come indica il suo stesso nome, non solo per la sua gente e per la sua acqua, ma anche per il suo clima e paesaggio semidesertico. Città che, dalla sua fondazione, si è distinta all’essere un passo che unisce la zona d’occidente con quella d’oriente,gli stati del sud con quelli del nord. La Compagnia di Maria è lì dal 1807. il suo primo nome fu Convento di Maria Santísima de Guadalupe e Enseñanza. L’antico edificio, espropriato nella persecuzione religiosa del 1926, è attualmente La Casa della Cultura. Quando le circostanze lo resero possibile, la comunità ricominciò l’opera educativa in alcuni locali vicini al primo convento dove rimase fino all’anno 1985, data in cui si trasferì nell’edificio attuale. L’ “Istituto Guadalupe Victoria, Compañía de María” ha  550  alunni e alunne.

  • Tutti i gesti e simboli impiegati in questa celebrazione, ci mostrano come la tradizione lasciata da santa Giovanna si mantiene e allo stesso tempo si incultura in ogni realtà: la “visita” della statua della Bambina Maria alle classi e alle case, il confidare a lei il “segretino”… Che costumi della nostra realtà abbiamo unito al modo di celebrare questa festa?
  • Ci colpisce anche l’importanza di riflettere sul modo di ricreare nella nostra vita i valori che prendiamo da Maria e che ci aiutano a definire la nostra identità nella società attuale.  Condividiamo la nostra esperienza su questo.

Condividiamo esperienze 8

OGGI CONDIVIDIAMO L’ESPERIENZA RICEVUTA DA LIMOGES IN FRANCIA

La celebrazione del 21 novembre è molto radicata nelle tradizioni dell’Istituto Beaupeyrat di Limoges dalla sua fondazione nel 1634.  Per questo quest’anno, come i precedenti, tutti gli alunni e alunne della scuola dell’infanzia e Primaria si riunirono nella cappella della Scuola per commemorare la Presentazione di Maria al Tempio. Durante la celebrazione la Direttrice li presentò ed affidò a Maria.

Le celebrazioni, preparate dagli studenti, furono accompagnate dal sacerdote della parrocchia che partecipa sempre, con molto piacere, a questi avvenimenti particolari della Compagnia di Maria.

Furono organizzate in funzione dell’età dei bambini, in questo modo il significato della festa per la loro vita di fede diventò alla loro portata.

Le presentiamo a grandi linee:

1ª-  Le alunne e alunni della classe 2a elementare, della 1 a e 2 a Media cantarono “Con Maria” per iniziare la celebrazione  poi raccontarono la storia della Presentazione di Maria al tempio. La Direttrice della Scuola riprese questa storia e spiegò perché Santa Giovanna de Lestonnac aveva voluto celebrare questa festa e l’importanza di continuare la tradizione. Il sacerdote apportò il suo insegnamento.

Per sottolineare questo atto, seguendo l’esempio di Nostra Signora, i bambini e bambine in processione depositarono fiori e candele poi lessero tre “preghiere universali”, preparate in classe con i rispettivi professori. Si terminò con l’Ave Maria e un canto.

2ª.-  Gli alunni e alunne della Gran sezione della Materna, della Classe Preparatoria e della classe 1 a Elementare, iniziarono la celebrazione con una Ave Maria e suonando la trombetta, poi, Iraccontarono la storia di Maria e, a continuazione, ogni classe presentò la sua preghiera a Maria. Insieme cantarono: Il Signore fece in me meraviglie, Santo è il suo nome.

Anche con questi gruppi la Direttrice riprese la storia di Maria e spiegò il perché di questa tradizione e di questo gesto nelle Scuole della Compagnia.

Il sacerdote, poi, consegnò una candela e un’immagine di Maria ad ogni classe. Un canto finale chiuse l’atto.

3ª.-  Gli alunni del Giardino d’infanzia (2/3 anni), e quelli della Piccola e Media sezione della scuola Materna arrivarono nella cappella cantando. Dopo il momento dell’accoglienza la Direttrice tornò a ricordare le origini della celebrazione e come , ancora un anno, ci riunivamo per parlare di Maria. I bambini attaccarono le loro foto su un pannello che simbolizzava la “casa comune” che è la scuola, come Maria accolta nel Tempio. Successivamente il sacerdote diresse loro alcune parole ed essi fecero questa preghiera:

Santa Vergine Maria, nostra madre del Cielo,

Siamo venuti a dirti che abbiamo fiducia in te, Ti vogliamo bene e sappiamo che anche tu ci vuoi bene.

Possiamo contare su di te

Tu ci saprai guidare e farci crescere.

Grazie Maria per il tuo Amore.

Grazie Santa Giovanna de Lestonnac per le tue scuole.

Uscirono dalla cappella cantando.

Gli alunni, tutti, si comportarono realmente bene e stettero attenti. I più anziani nella Scuola conoscevano il senso di questa festa e i piccoli sembrava che avessero captato l’importanza di questo giorno.

PER APPROFONDIRE IL TEMA

La Scuola di Limoges fu fondata nel 1634, ha tutti i livelli di studi. In essa, come nelle altre Scuole di Francia, gli educatori ed educatrici sono fondamentalmente laici. Le religiose, anche se non lavorano direttamente nei Centri scolastici, sono sempre in contatto.

La celebrazione nella Scuola di Limoges, fa risaltare  l’importanza di dare unità e senso alle tradizioni: l’origine, lo ieri e l’oggi. Partire dal testo del Vangelo sulla storia di Maria, come origine, ricordare Giovanna de lestonnac e il perché, la ragione di commemorare dagli inizi della Compagnia questa festa per rendere presente lo ieri, e trovare un senso di impegno oggi…

  • Che senso ha per noi il perdurare delle tradizioni?
  • Curiamo nelle nostre celebrazioni di far presente questi tre momenti chiave di ogni tradizione?

Riflettiamo su questo.